Restituzione della Visita Pastorale

Lettera del Vicario Generale alla Comunità Pastorale

Carissimi, siate benedetti nel nome del Signore! Vi porto la benedizione, il saluto, l’apprezzamento e l’incoraggiamento del Cardinale Arcivescovo che rappresento in questa fase conclusiva della Visita Pastorale.

La vostra comunità vive dentro la Chiesa Ambrosiana e nella comunione della Chiesa Cattolica, continuando nel vostro territorio la missione che il Signore risorto ha affidato ai suoi discepoli.
Nel contesto particolare di questo cambiamento d’epoca che stiamo vivendo nella gioia dello Spirito, sotto la guida di Papa Francesco, accogliendo le indicazioni del Cardinale Arcivescovo, siamo chiamati ad accogliere con gratitudine la grazia della comunione che ci raduna e ad esprimerla in una coralità sinfonica che condivide alcune priorità e si decide per un passo da compiere.

Quanto alle priorità da condividere è opportuno esplicitare alcuni tratti della proposta pastorale che sono irrinunciabili

La comunità dei discepoli del Signore vive del rapporto con il Signore. Si potrebbe dire che è una comunità che nasce dall’Eucaristia e che vive un clima di preghiera fedele e fiduciosa, nella persuasione che senza il Signore non possiamo fare nulla.
  • La priorità deve essere quindi la cura per la celebrazione della Messa domenicale: deve essere un appuntamento desiderato, preparato, celebrato con gioia e dignità: quindi è necessario che ci sia un gruppo liturgico che anima la liturgia, un’ educazione al canto liturgico, una formazione dei ministranti e di tutti coloro che prestano un servizio nella celebrazione.
  • Deve essere favorita anche la preghiera feriale, promuovendo la partecipazione alla messa, la preghiera della liturgia delle ore, l’adorazione eucaristica la preghiera del rosario, le devozioni popolari. Le pubblicazioni proposte dalla Diocesi (La Tenda, la Diurna Laus per esempio) offrono un aiuto prezioso per vivere quotidianamente la preghiera liturgica.
  • È poi opportuno che la chiesa sia aperta, per quanto possibile. È necessario che la comunità esprima persone volontarie affidabili e convinte per tenere aperta la chiesa, per animare la preghiera della comunità anche in assenza del prete (per esempio rinnovando il gruppo dell’Apostolato della preghiera).

La comunità dei discepoli del Signore è il contesto in cui ciascuno riconosce che la sua vita è una grazia, una vocazione, una missione.
  • Ogni proposta pastorale deve avere come obiettivo l’aiuto perché ciascuno trovi la sua vocazione e la viva nelle forme che lo Spirito suggerisce, quindi nella pluralità delle forme associative e dei percorsi personali. In particolare la pastorale giovanile deve essere scuola di preghiera e percorso vocazionale.
  • La scelta dei diversi stati di vita deve essere accompagnata con sapienza e autorevolezza dagli adulti della comunità così da favorire le decisioni definitive per la vita matrimoniale o le forme di speciale consacrazione. La comunità degli adulti infatti deve pensarsi come comunità educante.

La comunità dei discepoli del Signore è presente nel contesto in  cui vive come il sale della terra, la luce del mondo, il lievito che fa fermentare tutta la pasta. 
  • Nella complessità del nostro tempo coloro che condividono la mentalità e i sentimenti di Cristo hanno la responsabilità di testimoniare come la fede diventi cultura, proponga una vita buona, desiderabile per tutti, promettente per il futuro del paese e dell’Europa.
  • Nella conversazione quotidiana, nell’uso saggio degli strumenti di comunicazione della comunità (stampa parrocchiale, buona stampa, specie Avvenire, Il Segno, centri culturali, sale della comunità, social, ecc) i discepoli del Signore condividono, argomentano, approfondiscono quella visione dell’uomo e della donna, del mondo e della vita che si ispira al Vangelo, che si lascia istruire dal magistero della Chiesa e dalla ricerca personale.

Quanto al passo da compiere individuato durante le fasi precedenti della visita pastorale, è fatto proprio dal Cardinale Arcivescovo e raccomandato in questi termini

Il passo da compiere è l’attenzione alla centralità della famiglia e del matrimonio con queste attenzioni:
  • il servizio di “mobilitare la famiglia in quanto famiglia (genitori, figli, nonni, parenti) alla testimonianza evangelica attraverso gli aspetti normali e costitutivi della sua vita quotidiana” (Educarsi al pensiero di Cristo) che è prestato dalla Commissione Famiglia. La Commissione dovrà essere rappresentativa di tutte le parrocchie  e dovrà favorire l’ingresso di nuove coppie giovani. È opportuno inoltre trovare una modalità per vivere il collegamento con il decanato per questo ambito pastorale;
  • per il percorso di formazione al matrimonio proposto alle giovani coppie e l’accompagnamento da parte di sposi ognuna delle quattro parrocchie è chiamata ad individuare almeno una coppia che si impegni in questo servizio. La cura e la verifica del percorso di formazione al matrimonio abbia sempre la dovuta attenzione nel CPCP e nella diaconia;
  • per favorire il coinvolgimento dei nonni e dell’intera famiglia nel cammino educativo dei fanciulli e dei ragazzi, si proporrà, almeno in occasione della Prima Comunione, un incontro in cui invitare i ragazzi, i genitori, i nonni e gli altri membri della famiglia. Si potrà in questo contesto mettere a tema il significato del trascorrere del tempo nel quadro dell’assunzione responsabile del senso della vita nell’ottica della donazione e del servizio.
  • Si avverte l’importanza di favorire la preghiera insieme in famiglia a partire dal gesto semplice della  preghiera prima della cena. La preparazione di un testo semplice, la proposta dei catechisti, la testimonianza di famiglie che già praticano questa preghiera sono gli aiuti che la comunità offre per favorire questa attenzione
  • Nelle diverse occasioni di incontro con le famiglie, in particolare con i genitori e i ragazzi nel cammino dell’IC,  non deve mancare il richiamo al centro della nostra fede che è la Pasqua di Gesù, che viene vissuta e celebrata nel giorno del Signore. Si deve favorire in ogni modo la partecipazione della famiglia all’Eucaristia domenicale.
  • I percorsi caritativi proposti dalla comunità  saranno  rivolti in modo privilegiato alla famiglia e non  ai “settori” (vedi: itinerari per ragazzi, itinerari per adulti) in modo da aiutare la famiglia a vivere insieme la solidarietà, maturando e condividendo  scelte di carità e di vicinanza ai bisogni e alle necessità in particolare dei più poveri.
  • Nel calendario della Comunità pastorale verranno previsti appuntamenti di incontro, di convivialità e di condivisione del tempo libero e della festa per  famiglie. 
  • Verrà preparato annualmente un unico pieghevole contenente: 1. Le diverse iniziative per le famiglie proposte dalla Comunità pastorale, Decanato  e  Diocesi 2. Una breve presentazione del Consultorio di pastorale famigliare di Cantù 3. Il percorso decanale “Cuore ferito” e una breve presentazione dell’Ufficio diocesano per l’accoglienza dei fedeli separati.
  • Durante l’anno si utilizzerà con più frequenza il formulario della “Santa Messa per la Famiglia”, in modo da accompagnare con la preghiera il cammino dell’amore nelle famiglie.

Incarico il consiglio pastorale di riprendere e attuare le indicazioni di questa lettera e di verificarne puntualmente l’attuazione con scadenza annuale [nella prima settima di quaresima degli anni a venire] 
Accompagno il cammino di tutti con ogni benedizione e invoco ogni grazia per intercessione dei santi Ambrogio e Carlo, dei santi patroni della parrocchia/comunità pastorale


Il Vicario Generale
Mons. Mario Delpini


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Lettera del Vicario Generale Mons. Mario Delpini
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